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Stay With Me – Sam Smith ft Mary J. Blige (Mario C & Giovanna D’Angi) #Mlog41

My Lates Work Collaboration for a cover of Sam Smith ft Mary J. Blige - Stay With Me, performed by Giovanna D’Angi & Mario C.

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Paradise Garage, Lerry Levan e l’inizio di un’era indimenticabile

Avevo 16 anni quando iniziai ad ascoltare house music, eh si come tutti i giovani a quell’età che si addentrano nel genere di musica che più li appartiene e che più li coinvolge; ricordo che le uniche fonti oltre quelle musicali come i primi vinili e le prime tracce su cd che avevo la fortuna di ascoltare il fine settimana nel club dove lavoravo erano alcuni registrati live di feste d’annata o anche qualche live più vecchiotto che ascoltavo fino allo sfinimento, dove conoscevo minuto per minuto l’intera registrazione; la tecnologia ci permetteva solo la 56k e di soldi ai miei ne feci spendere un botto in traffico dati, non esisteva ancora youtube, soundcloud, etc etc. ma esistevano già i cari motori di ricerca perciò da quello che sentivo, vedevo e annotavo sopratutto, finiva nella stringa di google: iniziai a leggere come non mai nuovi nomi di Artisti, tracce memorabili, ricordo che ero affascinato e iper curioso (e lo sono tutt’ora) dai testi delle tracce (forse l’unico che mi appassionò all’epoca della scuola ad imparare l’inglese) per capirne il significato o per tentar di capir qualcosa, iniziai anche a conoscere i luoghi che fecero la storia del clubbing nel mondo, da Chicago a New York, da Londra a Berlino insomma tutto per me era nuovo mentre agli occhi di quelli più grandi di me suonava già vecchio, come una storia che si ripetevano da anni e che faceva sempre piacere raccontare e che a me piaceva tanto ascoltare ed assimilarne il più possibile.
Nei vari siti che trovavo e conservavo tra i preferiti (mania incredibile questa ma ottimo metodo per non farmi scappare nulla) c’enerano alcuni con una valanga di testo assurdi che m’ insegnarono tanto, di storie pazzesche sui primi Dj d’oltreoceano e poche immagini di repertorio vuoi per la lentezza della linea internet, vuoi per la tecnologia non così evoluta e mal catalogata non ci trovavi un gran che di foto datate oltre le solite che vedevi dappertutto praticamente….

Ma di un immagine fui completamente attratto no so il perché, oggi quando ci ricapito penso a questa storia e mi soffermo sempre a pensarci su, ma non ci trovo il nesso, semplicemente era così che doveva andare…
…fui colpito da quello che fu il logo dello storico Paradise Garage di New York, garage in tutti i sensi riadattato a club vero e proprio con un sound system di altissimi livelli per l’epoca (stiamo sempre parlando del 1978) dove la storia narra di un dj resident legenda vivente oggi soprannominato come il creatore del genere “house garage”, genere che precede l’ house music derivante dal filone disco music dei ’70 ma rivolta ad un pubblico meno pop e più underground in poche parole.. Il Deejay in questione è Larry Levan famoso anche per essere stato uno delle prime menti a remixare un brano.. non sto qui a menzionarvi quelli più famosi ma ce ne sono alcuni che vale davvero la pena di ascoltare anche perché ci ritrovate un bel po di cose originali che oggi gente come Guetta, Avicii non fa altro che copiare paro paro nelle loro merdate. Levan che insieme ad un altro grande pioniere della Nightlife mondiale, nonché soprannominato the Godfather of the House Music ovvero Frankie Knuckles contribuirono a segnare la storia dei primi anni Ottanta per quel genere che da li a poco avrebbe cambiato le sorti della scena del clubbing mondiale.

a sedici anni non avrei nemmeno immaginato lontanamente che da li a poco avrei iniziato ad interessarmi sempre di più alla musica elettronica, al djing, all’ Arte & Design e che a distanza di anni poi questa mia passione l’avrei tramutata nel mio attuale lavoro e infine al clubbing e tutto quello che circonda questo settore, criticato e punzecchiato come non mai, da sempre! ma che da la possibilità a volte di conoscere gente incredibile, di ogni etnia, di darti emozioni che solo Lei può regalarti e che non ci trovi nemmeno i vocaboli più azzeccati di tutto il Treccani per descrivere cio che si prova in certi momenti quando sei in perfetta sintonia con lei.
ed oggi lo posso dire e affermare più che mai
Last Night a Dj Saved My Life

dopo aver letto quest’articolo interessante di Mixmag. mi andava di raccontarlo, mi andava di farlo la notte serve anche a questo in fondo e sono sicuro che qualcun’altro/a più giovane di me un giorno potra raccontare anch’egli la sua esperienza…

buon 2015.

Best Live Set of 2014 – David August at Boiler Room

..non so quante volte abbia ascoltato, gustato e goduto di questo LIVE Set nel corso di questo 2014, quello che posso affermare ad oggi dopo averlo visto più volte in azione dietro i suoi synth e tasti neri e bianchi quest’ estate sull’isla Blanca e non solo che David August  è uno dei nuovi talenti della scena elettronica che amalgama con gusto sopraffine generi diversi come funky, pop, house di qualità, ma anche classica e country e questo lo si evince benissimo dalla sua conoscenza e cultura in ambito musicale; i suoi set ne sono la prova tangibile, basti ascoltare questo registrato in Boiler Room o anche a quell’altro podcast il 50esimo, per l’esattezza firmato per Innervisions di Âme & Soci.

 

..not know how many times I have heard, tasted and enjoyed this live set during this 2014, I can say today after seeing it several times in action behind his synth and keys blacks and whites this summer on White Island (and not only) that David August is one of the new talents of the electronic scene that blends tastefully superfine different genres like funk, pop, house of quality, but also classical and country and this can be seen very well from his knowledge and culture on music; his sets are tangible proof, just listen to this recorded in  Boiler Room or even that other podcasts in the 50th, to be exact signed for Innervisions of Âme & Associates.

Moderat – Rusty Nails

Non saprei nemmeno da dove cominciare per poter buttar giù qualche riga su questo trio che di esperienza, talento e cultura ne possiede davvero tanta! Sto parlando del progetto Moderat, progetto musicale/sperimentale composto dal duo tedesco Modeselektor (Gernot Bronsert e Sebastian Szary) e dall’altro genio Apparat (Sascha Ring) che dal 2009 hanno deciso di fondere le loro conoscenze musicali e provare a “creare” qualcosa di unico ed incredibile; il risultato? un acclamato album dal titolo omonimo composto da ben 14 tracce uscite sull’eclettica Bptich Control records dalla quale è praticamente impossibile uscirne fuori una volta premuto play. Si perché una volta premuto quel maledetto tasto, l’intero progetto va ascoltato tutto d’un fiato, dall’inizio alla fine e non sono permesse pause volute sino a quando si arriva all’ultima traccia che chiude l’album. Vi propongo di mettervi comodi e di iniziare a conoscere (se già non lo conoscete) questo trio di grandi produttori tedeschi, che nel giro di pochi anni hanno registrato nei loro live un sold out dietro l’altro. Tra l’altro anche la famosa Etichetta Indipente Rough Trade di Londra ha dichiarato che per loro il miglior album dell’anno passato fosse proprio quello dei Moderat; come dargli torto del resto?

 

I do not even know where to begin to jot down a few lines of these three minds that experience, talent and culture it has really great! I’m talking about the project Moderat, musical project / experimental compound from German duo Modeselektor (Gernot Bronsert and Sebastian Szary) and the other genius Apparat (Sascha Ring) that since 2009 they decided to merge their musical knowledge and try to “create” something unique and incredible; the result? a critically acclaimed album of the same name composed by 14 tracks released on ‘Eclectic Bptich Control records from which it is virtually impossible to get out once you press play. Yes, because once you press the damn button, the whole project should be listened to in one breath from beginning to end and are not allowed breaks scrolls until you get to the last track that closes the album. I propose to sit back and get to know (if you do not already know) this trio of big German manufacturers, which in a few years have seen them live in a sold-out behind the other. Among other things, the famous Indipendent label Rough Trade in London said that for them the best album of the past year was just one of Moderat; who can blame him after all?

Gus Gus – Crossfade (Maceo Plex Mix)

Il grande ritorno di Stephan Stephensen e soci, dal 1996 sfornano hit una dietro l’altra, giunti al loro nono album (Mexico) pubblicato sulla fantastica Kompakt Records i Gus Gus dotati di grande talento e innovazione musicale sono l’ennesima testimonianza della loro bravura e classe nel produrre musica elettronica. la quarta traccia dell’ultimo album in particolare chiamata “crossafade” ci affascina già per il contenuto del testo, ma con l’aggiunta delle mani sapienti di Maceo Plex il risultato è più che sorprendente. La traccia di questa estate 2014??

 

The great return of Stephan Stephensen and Associates, 1996 churning out hits one after the other, come to their ninth album (Mexico) released on Kompakt Records the great Gus Gus with great musical talent and innovation are yet another testament to their skill class and in producing electronic music. The fourth track of the last album in particular called “crossafade” fascinates us already for the content of the text, but with the addition of the skilled hands of Maceo Plex, the result is more than surprising. The track of this summer 2014??

Everything In It’s Right Place (Tennis radiospread remix)

My last Creative Vision for that Hooligan of Manfredi Romano a.k.a. Dj Tennis  (Life and Death)

Pink – Just Give Me A Reason (Mario C & Giovanna D’Angi) #Mlog34

My Lates Work Collaboration for a cover of Pink – Just Give Me A Reason, performed by Giovanna D’Angi & Mario C.

Depeche Mode – Enjoy the Silence live at San Siro (Milan) 18th July 2013

Animal Stage, Minimal Intimate and at the same time,
able to excite anyone, able to gather crowds mixed beyond belief:
from the boys with soul punk, the 50-year-olds fathers
with the desire to dream again (like twenty years ago) for a night, for another concert (maybe yet another) Depeche Mode.

 

Animali da Palcoscenico, Intimi e Minimali allo stesso tempo,
capaci di far emozionare chiunque, capaci di radunare folle miste all’inverosimile:
dai ragazzini con l’animo punkettaro ai 50enni padri di famiglia
con la voglia ancora di sognare (come vent’anni fa) per una notte, ad un altro concerto (magari l’ennesimo) dei Depeche Mode.

Jean Luc Godard – Le Mépris

Le Mépris (Contempt) is a 1973 French film by the great director Jean Luc Godard, probably what was said by insiders this is the most incredible cinematic trailer ever.

Le Mépris (Il Disprezzo) è un film francese del 1973 del grande Regista Jean Luc Godard, probabilmente quanto detto dagli addetti ai lavori questo è il trailer cinematografico più incredibile di sempre.

Jon Hopkins – Open Eye Signal

After Inside Album of 2009, now is the time to Immunity another great Album that will have great results. After working with Brian Eno, Coldplay, Himogen Heap and Massive Attack, the English musician is ready to give us new emotions with these 8 tracks,  melancholy flavor and aftertaste pushed.
I did not write it, but I can not find other words to describe it: Genius.

Gino Soccio – Dancer

it is appropriate to say this time: Italians Do It Better;  together with Giorgio Moroder,  Gino Soccio wrote the rules of disco / funk 70s.

Album Family Pic

Avevo 16 anni quando iniziai ad ascoltare house music, eh si come tutti i giovani a quell’età che si addentrano nel genere di musica che più li appartiene e che più li coinvolge; ricordo che le uniche fonti oltre quelle musicali come i primi vinili e le prime tracce su cd che avevo la fortuna di ascoltare il fine settimana nel club dove lavoravo erano alcuni registrati live di feste d’annata o anche qualche live più vecchiotto che ascoltavo fino allo sfinimento, dove conoscevo minuto per minuto l’intera registrazione; la tecnologia ci permetteva solo la 56k e di soldi ai miei ne feci spendere un botto in traffico dati, non esisteva ancora youtube, soundcloud, etc etc. ma esistevano già i cari motori di ricerca perciò da quello che sentivo, vedevo e annotavo sopratutto, finiva nella stringa di google: iniziai a leggere come non mai nuovi nomi di Artisti, tracce memorabili, ricordo che ero affascinato e iper curioso (e lo sono tutt’ora) dai testi delle tracce (forse l’unico che mi appassionò all’epoca della scuola ad imparare l’inglese) per capirne il significato o per tentar di capir qualcosa, iniziai anche a conoscere i luoghi che fecero la storia del clubbing nel mondo, da Chicago a New York, da Londra a Berlino insomma tutto per me era nuovo mentre agli occhi di quelli più grandi di me suonava già vecchio, come una storia che si ripetevano da anni e che faceva sempre piacere raccontare e che a me piaceva tanto ascoltare ed assimilarne il più possibile. Nei vari siti che trovavo e conservavo tra i preferiti (mania incredibile questa ma ottimo metodo per non farmi scappare nulla) c’enerano alcuni con una valanga di testo assurdi che m’ insegnarono tanto, di storie pazzesche sui primi Dj d’oltreoceano e poche immagini di repertorio vuoi per la lentezza della linea internet, vuoi per la tecnologia non così evoluta e mal catalogata non ci trovavi un gran che di foto datate oltre le solite che vedevi dappertutto praticamente…. Ma di un immagine fui completamente attratto no so il perché, oggi quando ci ricapito penso a questa storia e mi soffermo sempre a pensarci su, ma non ci trovo il nesso, semplicemente era così che doveva andare… …fui colpito da quello che fu il logo dello storico Paradise Garage di New York, garage in tutti i sensi riadattato a club vero e proprio con un sound system di altissimi livelli per l’epoca (stiamo sempre parlando del 1978) dove la storia narra di un dj resident legenda vivente oggi soprannominato come il creatore del genere “house garage”, genere che precede l’ house music derivante dal filone disco music dei ’70 ma rivolta ad un pubblico meno pop e più underground in poche parole.. Il Deejay in questione è Larry Levan famoso anche per essere stato uno delle prime menti a remixare un brano.. non sto qui a menzionarvi quelli più famosi ma ce ne sono alcuni che vale davvero la pena di ascoltare anche perché ci ritrovate un bel po di cose originali che oggi gente come Guetta, Avicii non fa altro che copiare paro paro nelle loro merdate. Levan che insieme ad un altro grande pioniere della Nightlife mondiale, nonché soprannominato the Godfather of the House Music ovvero Frankie Knuckles contribuirono a segnare la storia dei primi anni Ottanta per quel genere che da li a poco avrebbe cambiato le sorti della scena del clubbing mondiale. a sedici anni non avrei nemmeno immaginato lontanamente che da li a poco avrei iniziato ad interessarmi sempre di più alla musica elettronica, al djing, all’ Arte & Design e che a distanza di anni poi questa mia passione l’avrei tramutata nel mio attuale lavoro e infine al clubbing e tutto quello che circonda questo settore, criticato e punzecchiato come non mai, da sempre! ma che da la possibilità a volte di conoscere gente incredibile, di ogni etnia, di darti emozioni che solo Lei può regalarti e che non ci trovi nemmeno i vocaboli più azzeccati di tutto il Treccani per descrivere cio che si prova in certi momenti quando sei in perfetta sintonia con lei. ed oggi lo posso dire e affermare più che mai Last Night a Dj Saved My Life dopo aver letto quest’articolo interessante di Mixmag. mi andava di raccontarlo, mi andava di farlo la notte serve anche a questo in fondo e sono sicuro che qualcun’altro/a più giovane di me un giorno potra raccontare anch’egli la sua esperienza… buon 2015.

LCD Soundsystem – All my friends

LCD Soundsystem - All My Friends (Live at Madison Square Garden) for the last night party ever.

Baustelle – Piangi Roma

Commovente,  significativa,  crudele e maledettamente profonda. Il Frontman del gruppo Italiano Baustelle, Francesco Bianconi e l’attrice Valeria Golino (che presta la sua meravigliosa e rauca voce) ci regalano questa perla usata da sottofondo per il Film “Giulia non esce la sera” del 2010.

 

Moving, meaningful, cruel and bloody deep. The frontman of the Italian group Baustelle, Francesco Bianconi and actress Valeria Golino (who lends his voice hoarse and wonderful) give us this gem from the substrate used for the movie “Giulia Doesn’t Date at Night” in 2010.

“TUTTI PARI” for Palermo Pride 2013

Rebolledo – Super Vato

This music make me craaaaaaazy! and this album is very very powerful. * * * * *

Catz N Dog at Boiler Room

When you listen to artists as eclectic as the “Catz N Dog”,  you can not help but dance.

Claptone – No Eyes ft. Jaw

No words for this cool record.

Daft Punk

Deluderá moltissimi fan che lo aspettavano, ne ha delusi già parecchi (almeno da quello che ho letto e che sto leggendo in giro per la rete) dall´intero streaming ufficiale di qualche giorno fa su (http://www.itunes.com/daftpunk) il nuovo dei Daft Punk,
certo lo ammetto vanno bene le collaborazioni con artisti della Luna, ma non siamo di certo ai livelli di Discovery, Homework o Human after all, c´é da dirlo che dopo 7 lunghi anni di attesa ti aspetti qualcos´altro dai Robot più famosi della Terra; ti aspetti quel qualcosa che i due Parigini ci hanno abituato a farci sentire in tutti questi anni.. ma l´album non é certamente cosí orrendo non sto dicendo questo ecco! io sono a metá strada a tratti mi piace e a tratti no, puó anche starci che la maturitá sia arrivata anche per loro e quindi via il cassone dritto e spazio a sonoritá piú funky e ricercate ma sembra tutto sentito e risentito, “rimiscugliato” e pronto da servire ad un nuovo che pubblico che magari dieci anni fa era troppo piccolo per capire pezzi potenti come Teachers, Aerodynamite o One More Time. infine aggiungo che questi due ragazzacci hanno comunque cambiato le regole mondiali della musica elettronica, un pó come fecero i The Beatles 40 anni fa.